Svenimento, vertigini e blackout

Identificare la causa di svenimento, vertigini e blackout può essere difficile per i medici. I sintomi sono molto dolorosi e causano una rilevante disabilità. Esistono diverse prove che rendono questi sintomi così difficili da affrontare nei pazienti con fibrillazione atriale.

In primo luogo, i sintomi sono molto comuni nelle persone anziane poiché tende ad aumentare la predisposizione alla fibrillazione atriale. In secondo luogo, nella maggior parte dei casi, la fibrillazione atriale non è la causa principale (a meno che non sia molto veloce o molto lenta). Infine, la fibrillazione atriale può contribuire indirettamente alla comparsa di un ictus o alla ridotta capacità dei malati di sopperire alla disidratazione, alle infezioni o ad altri stress che riducono la pressione sanguigna e ai farmaci utilizzati nel trattamento della fibrillazione atriale.

I termini vertigini, stordimento, capogiro e svenimento sono spesso usati senza differenza e possono confondere. È per questo motivo che sono necessari lavoro di squadra, pazienza e meticolosa attenzione per i dettagli. È necessario essere ben preparati durante il consulto con il medico affinché quest’ultimo venga agevolato nella diagnosi.

Quando si verifica uno di questi sintomi, è importante annotare tutte le caratteristiche avvertite prima, durante e dopo l’episodio. Sarebbe opportuno annotare tali caratteristiche subito dopo l’episodio per non dimenticare nulla.

Se dovessero esserci testimoni, è importante chiedere loro che cosa abbiano osservato e, se possibile, invitarli a partecipare durante la visita con il medico. Se riceve assistenza medica da un paramedico, cerchi di ottenere i valori della pressione sanguigna o del battito che sono stati misurati.

Fattori importanti da annotare durante un episodio di affanno

Una delle caratteristiche essenziali a cui il medico farà particolare attenzione è l’eventuale perdita di coscienza. Molti sintomi della sensazione di svenimento conducono a una minore consapevolezza dell’ambiente circostante, ma non portano alla perdita di coscienza.

È possibile essere ancora rispondere agli stimoli esterni o aprire gli occhi per comunicare con un familiare o un passante. Se si è certi di aver avuto un blackout o perso conoscenza, è bene stabilire per quanto tempo si è stati incoscienti, in particolare se c’è stato un testimone dell’evento.

È importante ricordare che un minuto o due possono sembrare molto più lunghi quando qualcuno interviene nel momento della perdita di coscienza. Pertanto, le valutazioni e le osservazioni di carattere oggettivo saranno particolarmente utili.

La perdita di coscienza provocata da disturbi del ritmo cardiaco è una caratteristica particolarmente importante ed è per questo motivo che si tende a darle priorità. Le cause dei blackout dovuti principalmente a disturbi del ritmo cardiaco durano solitamente meno di un minuto; periodi più lunghi di incoscienza sono probabilmente legati ad altre cause.

Ulteriori osservazioni includono:

  • – Spasmi di gambe e braccia.
  • – Rotazione degli occhi verso l’interno.
  • – Farfugliamento.
  • – Pallore.
  • – Incontinenza.
  • – Morso alla lingua.

È utile ricordare come si sentiva prima dell’attacco. Inoltre, se in precedenza è stato malato per altri motivi, sarebbe utile conoscere eventuali cambiamenti recenti nei farmaci.

È importante osservare se i sintomi si presentano sempre da in piedi, mentre ci si alza dopo essersi sdraiati, seduti o interrotti mentre ci si stava per sedere, poiché tali sintomi costituiscono caratteristiche comuni di un calo della pressione sanguigna in posizione eretta (ipotensione posturale). Le persone con malattie del muscolo del cuore (insufficienza cardiaca, cardiomiopatia) possono essere particolarmente sensibili a questo problema data l’assunzione di più farmaci per abbassare la pressione del sangue.

Sintomi come calore, nausea o vertigini possono anticipare un semplice svenimento (talvolta chiamato crisi vasovagale). Prima di una crisi, sensazioni insolite come sentire un odore, vivere un déjà vu o provare movimenti involontari di un arto possono indicare epilessia.

Anche il periodo di recupero è importante. Per quanto tempo si è stati male, stanchi o confusi dopo l’evento? Più lungo è il periodo, meno è probabile che la causa sia cardiaca.

Vertigini e capogiri

Molte persone hanno difficoltà a distinguere tra vertigini e capogiri. La vertigine è la sensazione di avvertire che tutto ruoti intorno a noi ed è solitamente un’indicazione dei problemi all’orecchio interno piuttosto che di un problema al cuore. Questa sensazione può variare a seconda della posizione e verificarsi dopo aver mosso la testa, essersi sdraiati o girati nel letto. Caratteristiche più certe di una causa collegata a una malattia cardiaca sarebbero un’improvvisa comparsa del sintomo senza preavviso o un episodio associato a dolore toracico o palpitazioni.

In alcuni casi, la causa di questi sintomi può essere evidente durante la prima visita dal medico. Per esempio, un abbassamento della pressione sanguigna in posizione eretta con gli stessi i sintomi può confermare la diagnosi della cosiddetta ipotensione posturale.

Dimostrare la presenza di una fibrillazione atriale tramite elettrocardiogramma (ECG) non sarà sufficiente a stabilire la causa dei sintomi, poiché spesso, durante il controllo medico, gli esami e l’ECG possono risultare normali e gli indizi sulla causa si baseranno interamente sulle caratteristiche menzionate dal paziente.

Se dovessero indicare una causa neurologica o un problema costante con l’orecchio interno, il paziente viene solitamente rinviato a un medico specialista. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, saranno necessari ulteriori accertamenti cardiologici per escludere o confermare una causa cardiaca e dimostrare se la fibrillazione atriale sia responsabile o meno.

Un ecocardiogramma (ecografia del cuore) è di solito richiesto per escludere una malattia cardiaca (malattia delle valvole cardiache o del muscolo cardiaco). Ulteriori accertamenti possono includere registrazioni prolungate del tracciato cardiaco (registratori ECG che possono essere indossati dal paziente o dispositivi impiantabili per il monitoraggio ECG a lungo termine, chiamati ILR) o della pressione sanguigna (monitoraggio ambulatoriale della pressione sanguigna) nel tentativo di effettuare tali registrazioni quando si verificano i sintomi.

Nella minoranza di casi, indagini elettrocardiografiche più dettagliate (studi elettrofisiologici) richiedono un breve ricovero in ospedale.

È importante soprattutto ricordare che spesso ci vuole tempo per stabilire la causa di svenimenti, vertigini e blackout e i medici riconoscono quanto questa situazione possa essere preoccupante. Maggiore è la quantità di informazioni riferite al proprio medico riguardo all’episodio, maggiori sono le possibilità di una diagnosi precoce.


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