{"id":1511,"date":"2020-03-03T11:57:05","date_gmt":"2020-03-03T11:57:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.afibmatters.org\/cosa-puo-fare-il-mio-medico\/ablazione-della-fibrillazione-atriale\/"},"modified":"2025-07-23T15:56:20","modified_gmt":"2025-07-23T14:56:20","slug":"ablazione-della-fibrillazione-atriale","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.afibmatters.org\/it\/cosa-puo-fare-il-mio-medico\/ablazione-della-fibrillazione-atriale\/","title":{"rendered":"Ablazione della fibrillazione atriale"},"content":{"rendered":"<h2>Ablazione della fibrillazione atriale<\/h2>\n<p>Dopo molti decenni di ricerca, \u00e8 ormai generalmente accettata la nozione secondo cui, nella maggior parte dei casi, la fibrillazione atriale viene innescata (inizia) dall&#8217;interno o in prossimit\u00e0 delle vene polmonari. Le vene polmonari sono vasi che collegano i polmoni all&#8217;atrio sinistro e consentono al sangue arricchito di ossigeno di ritornare al cuore. Normalmente ci sono quattro vene polmonari collegate all&#8217;atrio sinistro. Le estremit\u00e0 del muscolo atriale si estendono per una breve distanza (fino a circa 5\u00a0cm) dal corpo dell&#8217;atrio sinistro nelle vene polmonari. Nelle persone con fibrillazione atriale, queste <strong>estensioni muscolari<\/strong> hanno mostrato un&#8217;attivit\u00e0 elettrica rapida e non controllata dalla normale attivit\u00e0 del cuore. Queste <strong>scariche elettriche anomale<\/strong> producono un&#8217;attivit\u00e0 elettrica rapida e irregolare e quindi deboli contrazioni meccaniche negli atri.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-927\" src=\"https:\/\/cdn-endpoint-afib.azureedge.net\/afibmatters\/2020\/01\/istockphoto-147426963-1024x683.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"683\" srcset=\"https:\/\/cdn-endpoint-afib.azureedge.net\/afibmatters\/2020\/01\/istockphoto-147426963-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/cdn-endpoint-afib.azureedge.net\/afibmatters\/2020\/01\/istockphoto-147426963-300x200.jpg 300w, https:\/\/cdn-endpoint-afib.azureedge.net\/afibmatters\/2020\/01\/istockphoto-147426963-768x512.jpg 768w, https:\/\/cdn-endpoint-afib.azureedge.net\/afibmatters\/2020\/01\/istockphoto-147426963-500x333.jpg 500w, https:\/\/cdn-endpoint-afib.azureedge.net\/afibmatters\/2020\/01\/istockphoto-147426963.jpg 1404w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<p>Al momento, la strategia pi\u00f9 diffusa e accettata per il trattamento della fibrillazione atriale \u00e8 l&#8217;isolamento elettrico delle vene polmonari, riducendo quindi il rischio di innescare la fibrillazione atriale. Questo isolamento elettrico si ottiene mediante un intervento chiamato ablazione. L&#8217;ablazione viene eseguita da un cardiologo specializzato nell&#8217;indagine invasiva e nel trattamento dei problemi del ritmo cardiaco (elettrofisiologo) e viene eseguita in un laboratorio di elettrofisiologia specializzato (EP).<\/p>\n<h3>In cosa consiste<\/h3>\n<p>L&#8217;isolamento elettrico delle vene polmonari si ottiene creando una lesione del tessuto cicatriziale attorno alle vene polmonari. In questo modo, i segnali elettrici non possono pi\u00f9 passare attraverso il cuore. Queste lesioni del tessuto cicatriziale possono essere create tramite riscaldamento (ablazione con catetere a radio-frequenza) o raffreddamento del tessuto (ablazione con criopallone).<\/p>\n<p>L&#8217;ablazione \u00e8 una procedura a torace chiuso minimamente invasiva. Attraverso piccole <strong>punture all&#8217;inguine<\/strong>, il medico introduce vari tubi flessibili (cateteri) nella vena femorale, che vengono fatti avanzare sotto fluoroscopia a raggi X nell&#8217;atrio destro. Per raggiungere l&#8217;atrio sinistro, il medico utilizza un ago lungo per <strong>perforare la parete che separa l&#8217;atrio destro da quello sinistro<\/strong>, quindi introduce il\/i catetere\/i nell&#8217;atrio sinistro.<\/p>\n<p>Indipendentemente dalla tecnica utilizzata, l&#8217;isolamento della vena polmonare viene eseguito con il paziente sotto anestesia generale e ventilazione artificiale o con sedazione ma respirazione spontanea.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Ablazione con catetere a radio-frequenza (RFCA)<\/h3>\n<p>La tecnica pi\u00f9 comune utilizza una <strong>corrente alternata ad alta frequenza<\/strong> (circa 550 KHz) erogata da un catetere flessibile con un elettrodo metallico sulla punta. Questo passaggio riscalda il tessuto creando una &#8220;<strong>lesione<\/strong>&#8220;. Una serie di <strong>lesioni continue a disegno circolare in corrispondenza delle giunzioni delle vene polmonari destra e sinistra<\/strong> determina un isolamento elettrico delle vene polmonari dall&#8217;atrio sinistro.<\/p>\n<p>Durante questo intervento, il medico introduce due cateteri nell&#8217;atrio sinistro, uno per registrare i segnali provenienti dalle vene polmonari bersaglio e l&#8217;altro per erogare corrente RF nella posizione desiderata e per registrare i segnali. La procedura \u00e8 guidata da una ricostruzione dell&#8217;anatomia e della forma delle vene polmonari e dell&#8217;atrio sinistro.<\/p>\n<p>L&#8217;isolamento elettrico viene accertato tramite la persistente scomparsa di segnali elettrici nelle vene polmonari e i cateteri vengono quindi rimossi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-490 size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/cdn-endpoint-afib.azureedge.net\/afibmatters\/2019\/12\/rf-catheter-irrigated_afib-thumb.jpg\" alt=\"\" width=\"499\" height=\"379\" srcset=\"https:\/\/cdn-endpoint-afib.azureedge.net\/afibmatters\/2019\/12\/rf-catheter-irrigated_afib-thumb.jpg 499w, https:\/\/cdn-endpoint-afib.azureedge.net\/afibmatters\/2019\/12\/rf-catheter-irrigated_afib-thumb-300x228.jpg 300w, https:\/\/cdn-endpoint-afib.azureedge.net\/afibmatters\/2019\/12\/rf-catheter-irrigated_afib-thumb-477x362.jpg 477w\" sizes=\"auto, (max-width: 499px) 100vw, 499px\" \/><\/p>\n<h3>Ablazione con criopallone<\/h3>\n<p>Per isolare la vena polmonare con <strong>criopallone<\/strong>, viene introdotto uno speciale palloncino sgonfio (criopallone) nell&#8217;atrio sinistro, il quale viene poi gonfiato e posizionato alla bocca delle vene polmonari. Durante l&#8217;ablazione, il criopallone <strong>produce temperature molto basse<\/strong>, congelando il tessuto a contatto con il perimetro del palloncino. Dopo un congelamento sufficiente (circa 4 minuti in ciascuna vena), il palloncino viene riscaldato, sgonfiato e spostato in un&#8217;altra vena polmonare e l&#8217;ablazione viene ripetuta. Dopo aver trattato tutte e quattro le vene polmonari, l&#8217;isolamento elettrico che ne risulta viene accertato tramite la scomparsa di segnali elettrici nelle vene polmonari e i cateteri vengono quindi rimossi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Altre tecniche di ablazione<\/h3>\n<p>Nell&#8217;ultimo decennio sono state introdotte molte tecniche di ablazione, nonostante ci\u00f2 l&#8217;isolamento delle vene polmonari costituisce ancora il fondamento dell&#8217;ablazione della fibrillazione atriale. Tuttavia, in situazioni specifiche, il medico pu\u00f2 scegliere di eseguire tecniche aggiuntive per migliorare il successo dell&#8217;intervento.<a id=\"complications\" name=\"complications\"><\/a><\/p>\n<h3>Complicazioni<\/h3>\n<p>L&#8217;ablazione \u00e8 ora una procedura di routine, i cateteri e le tecniche hanno fatto enormi progressi negli ultimi decenni e le percentuali di complicazioni sono diminuite. Tuttavia, ci sono ancora dei rischi e sia i pazienti che i medici devono esserne consapevoli.<\/p>\n<p>La complicanza pi\u00f9 comune \u00e8 <strong>il sanguinamento del sito di puntura a livello dell&#8217;inguine<\/strong>, con conseguente insorgere di una massa di sangue parzialmente coagulato sotto la pelle o pi\u00f9 in profondit\u00e0 (ematoma), spesso sensibile o dolorosa. La compressione manuale e il riposo sono di solito sufficienti e la massa scompare progressivamente nelle settimane successive. In caso di comparsa improvvisa di un nodulo nel sito di puntura o se esso si ingrandisce e provoca dolore, il paziente deve rivolgersi a un medico.<\/p>\n<p>Una complicanza pi\u00f9 grave ma insolita \u00e8 un <strong>attacco ischemico transitorio (TIA) <\/strong><strong>o un ictus<\/strong>. Durante o dopo l&#8217;ablazione, un coagulo pu\u00f2 essere rimosso dall&#8217;interno dell&#8217;atrio sinistro e migrare verso uno qualsiasi dei vasi sanguigni arteriosi sistemici, pi\u00f9 spesso verso il cervello, bloccando la somministrazione di ossigeno e producendo morte tissutale: questo pu\u00f2 provocare un ictus.<\/p>\n<p>Per eliminare il rischio di ictus e TIA, a tutti i pazienti che hanno in programma un&#8217;ablazione AF vengono prescritti farmaci anticoagulanti per almeno tre o quattro settimane prima della procedura e fino a un minimo di quattro settimane dopo la procedura o fino alla visita di follow-up. Inoltre, la maggior parte dei medici esegue un&#8217;ecocardiografia transesofagea o un&#8217;angiografia con TC nelle ventiquattr&#8217;ore che precedono l&#8217;intervento per assicurarsi che non vi sia coagulo nell&#8217;atrio sinistro. I farmaci anticoagulanti vengono somministrati ai pazienti anche durante l&#8217;ablazione. Di conseguenza, il rischio di ictus durante un&#8217;ablazione \u00e8 inferiore all&#8217;1%.<\/p>\n<p>Un&#8217;altra complicanza grave ma rara \u00e8 il<strong> tamponamento cardiaco<\/strong>. Durante l&#8217;intervento, la manipolazione dei cateteri pu\u00f2 purtroppo portare a danni alla parete del cuore, con conseguente ammasso di sangue all&#8217;interno della sacca intorno al cuore (pericardio). Si tratta di una situazione potenzialmente letale che richiede un trattamento tempestivo. Nella maggior parte dei casi pu\u00f2 essere utilizzata una puntura d&#8217;ago appena sotto lo sterno per introdurre un catetere a tubo nella sacca intorno al cuore per drenare il sangue. Questo di solito \u00e8 sufficiente per ripristinare la circolazione normale. Il tasso di complicanze per tamponamento cardiaco \u00e8 di circa 1-2%.<\/p>\n<p>Possono anche verificarsi danni ai tessuti circostanti esterni al cuore, tra cui <strong>nervi<\/strong> ed <strong>esofago<\/strong>. Il danneggiamento del <strong>nervo del diaframma<\/strong> (un muscolo importante per la respirazione), soprattutto per opera dell&#8217;ablazione con criopallone, provoca respiro corto, ma di solito si normalizza da solo nel giro di alcune settimane o mesi. L&#8217;esofago, che si trova appena dietro la parete posteriore dell&#8217;atrio sinistro, pu\u00f2 venir danneggiato dalle alte o basse temperature all&#8217;interno del cuore. In rari casi (circa 1 caso su 4.000), un foro di comunicazione tra il cuore e l&#8217;esofago pu\u00f2 comportare gravi conseguenze.<\/p>\n<p>Un&#8217;eccessiva cicatrizzazione a livello della bocca della vena polmonare pu\u00f2 provocare un restringimento delle vene polmonari (<strong>stenosi polmonare<\/strong>). In genere, questo provoca tosse, respiro corto e talvolta sangue nella saliva alcune settimane dopo l&#8217;intervento. Questo restringimento pu\u00f2 essere trattato con palloncini o stent. Si cerca di evitare questa complicanza provocando le lesioni di isolamento lontano dalla bocca delle vene polmonari e verso l&#8217;atrio sinistro.<\/p>\n<p>Sebbene il tasso di complicanze sia basso, \u00e8 importante contattare prontamente il medico in caso di sintomi preoccupanti dopo un&#8217;ablazione.<\/p>\n<h3>Recupero e restrizioni dopo l&#8217;ablazione<\/h3>\n<p>Dopo l&#8217;intervento viene applicato un <strong>bendaggio a compressione<\/strong> all&#8217;inguine per alcune ore. Il riposo a letto \u00e8 molto importante per le prime ore dopo un&#8217;ablazione. La dimissione dall&#8217;ospedale avviene di solito il giorno dopo l&#8217;intervento, a condizione che l&#8217;emorragia si sia fermata e che Lei si senta bene.<br \/>\nDopo la dimissione, \u00e8 possibile riprendere progressivamente una vita normale se non si presentano problemi. Tuttavia, sforzi intensi e lunghi viaggi dovrebbero essere evitati nelle prime due settimane dopo l&#8217;intervento. Il medico Le fornir\u00e0 istruzioni chiare e su misura per Lei in merito al ritorno al lavoro, all&#8217;esercizio e al viaggiare.<\/p>\n<h3>Farmaci dopo l&#8217;ablazione<\/h3>\n<p>Dovr\u00e0 continuare ad assumere i farmaci anticoagulanti (per prevenire coaguli) per almeno quattro settimane dopo l&#8217;intervento. Deve seguire le istruzioni del medico, in quanto le raccomandazioni variano a seconda del protocollo locale. Spesso vengono prescritti alcuni medicinali aggiuntivi per controllare il ritmo e la frequenza cardiaca. Se ha assunto farmaci antiaritmici prima dell&#8217;intervento, il medico decider\u00e0 se potr\u00e0 interromperli. In alternativa, potrebbe venirLe suggerito di continuare ad assumerli e rivalutarne l&#8217;uso continuativo in occasione del follow-up. Di solito, un elettrofisiologo o un cardiologo esegue una valutazione cardiaca che include un&#8217;analisi delle aritmie residue (fibrillazione\/flutter), dello stato cardiaco e dei farmaci prescritti tra le quattro e le dodici settimane dopo l&#8217;intervento.<\/p>\n<p>Trascorse dodici settimane (per consentire la stabilizzazione degli effetti della procedura di ablazione), in caso di palpitazioni ricorrenti e documentazione mediante ECG di fibrillazione atriale o flutter, Le potranno essere prescritti farmaci antiaritmici aggiuntivi o provatisi efficaci in precedenza ed eventualmente Le verr\u00e0 consigliato un intervento di ablazione ripetuta. In caso di fibrillazione atriale parossistica, si osservano esiti positivi dopo il primo intervento nel 70-80% dei casi, mentre una procedura aggiuntiva porta alla soppressione delle aritmie in pi\u00f9 dell&#8217;85% dei casi. Le percentuali di successo di una singola procedura sono pi\u00f9 basse nei pazienti con fibrillazione atriale persistente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.afibmatters.org\/it\/cosa-posso-fare\/come-devo-cambiare-il-mio-stile-di-vita\/\"><strong>Scopra di pi\u00f9 nell&#8217;articolo: \u201cCome devo cambiare il mio stile di vita?\u201d<\/strong><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ablazione della fibrillazione atriale Dopo molti decenni di ricerca, \u00e8 ormai generalmente accettata la nozione secondo cui, nella maggior parte dei casi, la fibrillazione atriale viene innescata (inizia) dall&#8217;interno o in prossimit\u00e0 delle vene polmonari. 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